Fan Ho

da | Mag 5, 2021 | Autori | 0 commenti

Come in una pietanza straordinaria, ricca di sapori intensi e ben equilibrati, la fotografia di Fan Ho è il risultato, come spesso accade per i grandi maestri, di una mescola sapiente di tanta conoscenza e padronanza delle arti.

E’ stato un attore, regista e fotografo.

Nasce da una famiglia benestante in Cina a Shanghai l’ 8 ottobre del 1931.

Per diversi anni, i genitori impossibilitati a prendersene cura affidano al domestico la sua crescita a Canton.

All’ età di 18 anni riunito alla famiglia ,nella fine degli anni ’40,emigra a Hong Kong, al tempo colonia britannica, dove a causa di guerre e invasioni, la popolazione aumenta a dismisura diventando una meta rassicurante per tantissimi rifugiati; una città per lo più caotica e crescentemente sempre più multiculturale.

Inizia in età adolescenziale a fotografare grazie ad una macchina regalata dal padre ma nel mezzo del dinamismo di una Hong kong sempre più grande e moderna, Ho si defila negli angoli e nei vicoli più “bistrattati” per raccontare la vera ed autentica vita urbana del tempo.

La capacità di soffermarsi a rendere iconici, piccoli momenti di attività quotidiana è disarmante, la maestria con cui legge, comprende ed interpreta la luce fa intuire il suo spiccato talento per la visione cinematografica delle scene.

I suoi soggetti sono “semplici” persone comuni o lavoratori presi dalla proprie attività giornaliere avvolti sempre in un “alone” misterico, dove le luci, a volte taglienti a volte eteree, catapultano l’ osservatore in una dimensione quasi sognante.

Grazie alla sua condizione familiare( il padre imprenditore e proprietario di una tipografia importante) si iscrive ad uno dei migliori collegi di Hong kong.

Ottimo studente fin da subito, primeggia e dimostra grande propensione per le arti visive, e grazie alla sua condizione agiata rispetto alla media degli adolescenti del tempo, approfondisce tanti aspetti di cultura generale che poi saranno fondamenta granitiche per la sua formazione professionale.

Costretto a convivere con una fortissima e costante emicrania, gli sarà prescritto di camminare frequentemente, e sarà proprio la fotografia la perfetta terapia per alleviare i suoi dolori.

La prima macchina è stata una Kodak Brownie, uno strumento semplicissimo ed economico di diffusione popolare prodotto fin dai primi del 900 per poi in futuro passare all’iconica Rolleiflex biottica.

Un aspetto interessante per la comprensione della sua visione, è capire che stiamo parlando di un fotografo asiatico nato in Cina nei primi anni 30 e che l’ approccio metodico e analitico proveniva da insegnamenti ed un’ educazione molto distante dai parametri occidentali.

Tutto questo ha contribuito in modo importante alla struttura delle sue immagini e alla singolarità del suo stile comunicativo.

Nonostante la sua volontà non fosse quella documentaristica, alla fine, oggi, i suoi preziosi archivi, ci raccontano un luogo in un momento storico ed unico dovuto anche dal fatto che nessun’ altro fotografo eri li, in quel tempo, a raccontare ciò che ci ha “donato” Ho.

Negli anni ’50 e ’60 produce la maggior parte dei suoi capolavori e nonostante ami la scrittura sarà proprio la dimestichezza con l’immagine che lo farà muovere con destrezza nella fotografia e poi nel cinema ottenendo significativi riconoscimenti.

E’ stato membro della Royal Photographic Society of America, Royal Photographic Society e della Royal Society of art e nominato per diversi anni, uno dei 10 migliori fotografi al mondo.

Agi inizi degli anni ’60 intraprende una lunga carriera che lo vedrà attore e regista con successi cinematografici di rilievo selezionati sia in oriente che dagli importanti festival Europei di Canne, Berlino e San Francisco.

Nella sua attività cinematografica, spesso si trova costretto a rispettare i parametri del “botteghino” cosa che non lo rendono libero di esprimere a pieno le sue capacità artistiche.

Ritiene e afferma che sia la fotografia la sua vera passione e il cinema il suo lavoro…ciò non toglie che abbia realizzato pellicole di notevole eleganza e i molteplici premi ricevuti ne confermano la bontà.

Osservando la sensibilità e il rigore con cui Ho inquadra, compone e legge la scena, è inevitabile non ricondurre certe scelte ad elementi presenti nell’arte visiva cinese.

In qualche modo è come se cercasse quella Canton che ha lasciato da giovane dentro un città moderna in piena evoluzione.

La paziente attesa per gestire i singoli elementi in grandi spazi è sintomo di un’attenta ricerca del frame usato come una sorta di scenografia perfettamente adatta a far emergere il soggetto giusto nel momento decisivo.

In alcune immagini è presente anche un altro aspetto che ci aiuta a capire la sensibilità di questo straordinario artista; la volontaria inclusione di elementi contrastanti che fanno parte di una tradizione ancora presente e il processo di sviluppo urbano e commerciale che si diffonde sempre più rapidamente.

La sensazione e la composizione narrativa di determinate fotografie, fa trapelare una probabile nostalgia di un mondo che sta cambiando e forse un tentativo di mostrare al fruitore questo inarrestabile e naturale processo del comportamento umano.

Altri elementi che suggeriscono in modo quasi inequivocabile, il suo amore per l’arte e la pittura orientale guòhuà, si evincono nelle sue fotografie di paesaggi, dove fra i flebili rami degli alberi si staglia sempre una presenza umana che spesso su una barca, quasi aleggia su fiumi da toni chiarissimi, dando all’osservatore un impressione onirica e poetica.

Nel 1979 la moglie e la famiglia si trasferiscono in California per agevolare gli studi dei figli mentre lui li raggiungerà nel 1996.

Spesso accade che i grandi riconoscimenti vengono attribuiti dopo tanti anni di produzione e così è stato anche per Fan Ho.

Negli anni ‘2000 vengono esposte in importanti sedi le sue opere e pubblicati diversi cataloghi mentre altri, purtroppo dopo la sua morte avvenuta per una polmonite a San Jose il 19 giugno del 2016.

Sembra quasi impossibile che il “mondo” si sia accorto tardi dello spessore e la grandezza di questo fotografo ma il tempo sta rendendo merito ad un grande artista ,e grazie anche al lavoro della famiglia il suo grande archivio e le sue “poesie” senza tempo stanno per essere rivelate a tutti noi.

CONTATTACI

proponi

parla con noi

raccontaci una storia