Andrea Bernesco

da | Mag 5, 2021 | Autori | 0 commenti

Andrea Bernesco Lavore è nato in Italia il 31 Gennaio 1978 a Firenze , in quella che definisce, la città più bella del mondo .

Ha frequentato , fortunatamente grazie ad una professoressa che adorava… il Liceo artistico e poi la facoltà di architettura, dove approfondisce ed affina una granitica consapevolezza per l ‘arte esternando con tutti gli “strumenti concessi” , quasi un “ossessione” per la comunicazione .

Esprime sempre grande gratitudine ai suoi mentori che lo hanno formato : Giuliano Colivicchi , Giacomo Castellano , Prof. Cappelli ,Prof.ssa Petrillo e i “maestri del passato” , ironizzando sul fatto che “chi si fa da solo” probabilmente rischierà di diventare incapace ed un asociale.

Si appassiona follemente all’ antropologia, scrive ,suona, compone, dipinge, racconta i sui viaggi fotografando.

Nonostante ami tutte le forme di comunicazione ,asserisce che se si è consapevoli della “narrazione leale” ,è la fotografia che sintetizza , assorbe e racconta in modo fruibile a chiunque ciò che accade nell’ esistenza , rendendoti tra l’altro , indipendente dai “contenitori” e dall’organizzazione ; per questo mette in secondo piano, col tempo, la musica e le altre forme di espressione, perché come dice : “ se viaggi e vuoi “ascoltare”, con al collo “una scatola ed un pezzo di vetro”…puoi stare con gli altri senza che si accorgano che tu stia facendo qualcosa di speciale”.

Passa il tempo ad imparare con i “maestri” :

Afferma: dalla scuola ho acquisito tante informazioni ma amo stare nelle botteghe ed ascoltare chi “ sa fare”.

Presa padronanza con l “osservazione” inizia ad esplorare e fotografare fin da ragazzo le realtà sociali più discrete , più lente, luoghi che faticano a stare al passo con la “modernità” e la velocità del “contemporaneo” ,cominciando dall’ Italia dei suoi borghi più nascosti fino ai grandi continenti.

Nella prima fase, la fotografia non è la sua principale fonte di sopravvivenza, anche perchè tutti i suoi interessi e progetti non suscitano quell’ effetto sensazionalistico che piace tanto al fotogiornalismo moderno…

Inizia a collaborare con piccole associazioni e riviste locali poco conosciute ma ancora non riceve l’ attenzione degli “addetti ai lavori”.

Inizialmente si rifiuta ,spesso , quando svolge lavori più commerciali, di avere l’ accreditamento  e di comparire nei testi , secondo lui: “se la paga è buona si può svolgere qualsiasi attività , ma per “certe commissioni non voglio essere riconosciuto”, non sono utili al mio portfolio e a mostrare le mie intenzioni ; sono più interessato alla comunicazione e alla narrazione che all’ “artigianato” ; per me la fotografia, è in realtà una scusa per conoscere me stesso ed esplorare il mondo. Non voglio fare il fotografo per sopravvivere” ma utilizzare la fotografia per raccontare.

Infatti ,per diversi anni, fa l’ imprenditore per “vivere” , l’ unico modo che gli permette di avere indipendenza economica e temporale per improvvisare le sue “ partenze” e sviluppare i suoi progetti .

La sua è una fotografia delicata, educata, non ama gridare o sconvolgere l’ osservatore , preferisce stimolare quel senso interrogativo che uno sente quando, osservando una determinata cosa, non ha una visione nitida su cosa sia la felicità o la tristezza.

Le fotografie di Bernesco ritraggono semplicemente l’ essere umano che svolge azioni “normali” nel suo ambiente ma lo stupore che si riceve osservandole è proprio dato dal fatto che riesce a cogliere la straordinarietà nell’  ordinarietà.

Che sia in una grande città o in mezzo alla natura selvaggia sembra che voglia esporre quella condizione non visibile a chi guarda e basta e “rendere pubblico” a chi sente e percepisce, i sentimenti nascosti dietro l’ apparente normalità.

Viaggia molto, Europa, Africa, sud America, Asia ; col tempo acquisisce tanto materiale e inizia a voler esporsi più seriamente decidendo di raccontarsi agli altri .

Nel 2009 nasce un connubio con un luogo che definisce un “angolo di poesia in mezzo a cassonetti per turisti”…:“Le Giubbe Rosse” di Firenze ,un dipinto del 900… dove si respira ancora la voglia di dire ed ascoltare qualcosa…

In questo “spazio” comincia ad esporre diversi progetti ,quali

“ Senza itinerario” : un racconto fotografico senza ordine , di luoghi e persone conosciuti sbagliando strada ,un puzzle di situazioni immortalate a voler ricordare che quando abbandoniamo il bisogno di certezze, possiamo fare incontri indimenticabili.

Poi è la volta di “ A piedi nudi”: un insieme di foto scattate camminando scalzo a persone scalze.

Nel 2012 un progetto condiviso con la Poetessa Daria Capanna : “ L’ esigenza della poesia nella quarta dimensione” : una sequenza di fotografie minimali che raccontano l’ interazione fra uomo e oggetto, dove quest’ultimo tenta di esaltare la tridimensionalità estetica dell’ immagine stando al centro della scena ,con l “umano” , quasi defilato sui piani lontani e fuori fuoco come ha spingere l’ osservatore ad interrogarsi sul motivo delle proprie interazioni con le cose.

Tutte le immagini prendono “reale forma” quando si leggono le poesie affiancate ,e solo in quel momento, si materializza la quarta dimensione, un concetto indescrivibile con la effimera materia.

Continua a viaggiare e si incuriosisce sempre di più al “mondo asiatico” …

Nel 2013 Parte per il Nepal col desiderio di incontrare il Popolo Bon, un etnia antichissima che risiede nelle valli sconosciute confinanti col Tibet, per la precisione “ La valle dimenticata del Nar Phu” .

Dopo questa incredibile esperienza tutto cambia , Andrea Cambia…

Nasce il bisogno di fissare in un racconto visivo cosa esiste in quel mondo…e

nel maggio del 2015 esce il libro Dherai Ramro Chha edito da Masso delle fate Signa (Firenze) .

nello stesso mese, il 31, sarà presentato dal Direttore del Lucca Center of Contemporary Art di Lucca, Maurizio Vanni e dal 19 raccontato con venticinque fotografie , affiancando la mostra di Elliot Erwitt “Elliot Erwitt.Retrospective”.

Contemporaneamente sempre in maggio, vengono esposte altre quattordici immagini dello stesso progetto al Leica store di Firenze e presentato il libro il 13, al Gallery Hotel Art di Firenze nell’evento “Leica Lounge “.

Dopo la Pubblicazione di Dherai Ramro Chha , finalmente , iniziano ad interessarsi al suo lavoro ed essere “riconosciuto” da coloro che reputa sensibili per comprendere il desiderio del suo messaggio e stile comunicativo.

Iniziato a promuovere e condividere le sue fotografie in importanti librerie come Feltrinelli e musei di importanza internazionale come il Lucca Art Contemporary , spazi forse più adeguati ad una fotografia più artistica (nonostante sia una definizione in cui il fotografo non si riconosce), incomincia ad affermarsi come Autore.

Alla classica domanda “impertinente” : “ma ti definisci un fotografo o un’artista”? Con sorriso annoiato ma sempre gentile risponde : non sono ne un fotografo ne un artista, certo faccio fotografia quindi definitemi come volete ma forse , se proprio vi divertono le categorie dieri che sono più uno scrittore che utilizza la macchina fotografica, così sono costretto a viaggiare ed esplorare fisicamente il mondo descrivendo gli eventi quando accadono e non seduto a una scrivania.

Passano gli anni e riesce a svolgere le attività che più ama , fa il formatore collaborando con il Enti culturali , produce piccoli cataloghi fotografici sulla conservazione delle tradizioni di vecchie culture e svolge laboratori e workshop in diverse parti del mondo ma frequentemente in paesi come Italia, Isole Canarie , Spagna e Giappone.

Continua a non desiderare la popolarità e i grandi circuiti, cosa che lo rendono un po’ sconosciuto alle masse e afferma che non gli interessano i grandi numeri ma costruire relazioni reali con le persone che vogliono imparare : solo gestendo piccole realtà è possibile interagire realmente con la società, altrimenti sei costretto a delegare ad altre persone o peggio alla tecnologia.

Dopo qualche anno Fonda la Photowalkinglanzarote  con la quale ancora oggi effettua dei laboratori all’ aperto fra natura e antiche tradizioni svolgendo workshop di reportage e ritratto.

Nel 2019 Termina un lungo progetto con il governo di Lanzarote racchiuso nel catalogo EL ALMA DEL PUEBLO ,in attesa , causa COVID 19 , di finanziamenti per essere stampato e distribuito

Ancora in attività si dedica inoltre alla vendita delle sue opere in stampe fine art.   

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